Libro

Una grandiosa solitudine

C’è un bambino che costruisce castelli di sabbia in riva al mare e sogna di indossare la maglia numero 9 del Milan e di essere Marco Van Basten. 
C’è sullo sfondo una città di provincia che in certe sere si traveste da Parigi o da New York. Ci sono viaggi in treno e corse in bicicletta, personaggi leggendari e corridori alla maratona degli ultimi. Ci sono storie impegnate e altre strampalate, parole che restano e altre che si perdono nelle osterie. 
C’è un bar tra la strada e la luna dove si racconta ogni cosa.

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gabriele baroni – vado errando

Come lo sguardo curioso e aperto che rivolge a chi incontra, la sua scrittura personalissima si apre senza pudore sulla sua anima incontaminata, testimone involontaria (e pertanto ancora piu’ efficace) di momenti storici che le parole definiscono, circostanziano e tagliano come bisturi della memoria.

Claudia Pavoletti (Radiolina)


C’è un’energia della parola che procede per analogie, per associazioni, con la straordinaria – e per me realizzata – ambizione di restituirci ogni minimo passaggio, ogni lacerto delle sensazioni che incombono sulla voce che scrive, sia dal privato che dal collettivo. Non so se mi sono imbattuto in un narratore, ma certamente in un poeta.

Roberto Deidier (poeta e saggista italiano)


Grazie anche a una scrittura nitida, evocativa, Baroni riesce a creare un’opera toccante, intensa, gettando il proprio sguardo lucido sul nostro presente fatto di niente. O, forse, di una grandiosa solitudine.

Heiko H. Caimi (Inkroci)